IL "BABY BLUES"
LA DEPRESSIONE "POST-PARTUM"
Prof. Paolo Lucio Morselli, psichiatra
(Parte 1)
Nella nostra società, nella nostra cultura, in genere i giorni che seguono una nascita
sono considerati momenti di gioia, di felicità intensa, in cui la famiglia e tutto
lentourage partecipano al "lieto evento" ed auspicano alla madre ed al
neonato il migliore futuro possibile. Limmagine stereotipa della puerpera viene
spesso raffigurata da una giovane donna che sprizza felicità e gioia, assecondata ed
assistita da molti parenti ed amici.
Tutti sappiamo che la realtà spesso non è cosi, e in un certo numero di casi la nascita
di una creatura può essere fonte di preoccupazioni, paure ed ansia.
Questo articolo vuole richiamare e descrivere brevemente tre situazioni che possono essere
riscontrate, dopo un parto, in una elevata percentuale di puerpere e che in alcuni casi
possono avere conseguenze nefaste sulle future relazioni "madre/figlio" e
"moglie/marito"..
Mi riferisco al cosiddetto "baby blues", alla "depressione
post-partum" ed alla "psicosi post-partum". Il "baby
blues" è una reazione emozionale che si manifesta in maniera improvvisa nei
primi dopo il parto, spesso in occasione del ritorno a casa, e che è molto frequente
nelle giovani madri. 
I dati disponibili indicano una prevalenza del 50-80% nelle primipare e del 40-50% nelle
madri con precedenti esperienze.
E una reazione affettiva che, dopo lintensa esperienza emotiva e
lintenso stress fisico e psicologico del parto, si manifesta con un abbassamento
evidente del tono dellumore, un senso di grande spossatezza, brevi ma frequenti ed
ingiustificati episodi di pianto, elevata instabilità emotiva con scatti di impazienza ed
irritabilità, permalosità accentuata associata ad agitazione ed ansia. Questi sintomi
compaiono in genere, quasi allimprovviso, 3-4 giorni dopo il parto, possono durare
qualche giorno e poi si risolvono da soli, senza che vi sia bisogno di alcun intervento
specifico. Questa reazione è la più comune e la meno grave delle reazioni emozionali che
possono seguire un parto. E anche la reazione più conosciuta ed la troviamo spesso
descritta o discussa in settimanali femminili.
Lesistenza e la possibile occorrenza di altre reazioni e sindromi più gravi è
praticamente quasi sconosciuta. Mi riferisco alla depressione post partum ed alla psicosi
post-partum.

Secondo vari autori la depressione post-partum si verifica in circa il 10-15%
delle puerpere e può colpire ogni donna indipendentemente dalletà, dal numero di
gravidanze precedenti, dal gruppo etnico di appartenenza, dalla situazione sociale ed
economica. Non è legata al carattere e non è un segno di debolezza e soprattutto non
vuole assolutamente significare che la persona colpita non sia adatta a svolgere il ruolo
di madre. Precedenti episodi depressivi non riconosciuti o minimizzati costituiscono un
fattore di rischio. In genere i primi sintomi compaiono qualche giorno dopo la nascita, ed
aumentano in intensità nelle settimane che seguono. Senza trattamento la durata
dellepisodio può variare da 4-6 settimane ad un anno o più. Lintensità
della sindrome può essere esacerbata dalla carenza di supporto emozionale e sociale alla
puerpera. Numerosi rapporti ci dicono che nella maggior parte dei casi la presenza di una
"depressione post-partum" non è riconosciuta né dalla persona colpita, né dai
familiari. In molti casi un aiuto medico non viene richiesto e questo condiziona il fatto
che oggi, come per altre forma di depressione, solo il 20-25% delle madri colpite dal
disturbo ricevono un trattamento appropriato.
I sintomi sono molto vari e possono includere un forte abbassamento dellumore con
una tristezza intensa e costante che pervade totalmente la giornata, disperazione,
sconforto, angoscia, sensazione di stanchezza estrema, perdita di interesse per la
creatura partorita, o preoccupazioni ingiustificate per il benessere del neonato,
difficoltà di concentrazione, difficoltà a decidere, facile irritabilità con
aggressività ed atteggiamenti ostili, confusione, crisi di pianto molto frequenti,
incapacità a far fronte alle necessità elementari, senso di colpa, di inadeguatezza,
disinteresse per la famiglia, per il marito o compagno, perdita della libido, pensieri
intrusivi a contenuto molto negativo, paura di che qualcosa di terribile possa accadere al
neonato, paura di essere una cattiva madre, pensieri di morte. Questi sintomi sono spesso
accompagnati da cefalee persistenti, palpitazioni, insonnia, incubi notturni. Attacchi di
panico possono pure essere presenti.
Una madre che soffre di "depressione post-partum" può presentare alcuni o molti
dei sintomi sopra elencati ed essi possono essere intensi o moderati; può avere dei
giorni molto neri e dei giorni buoni. Tuttavia, anche se i sintomi sono presenti in modo
variabile, essi sono egualmente stressanti e sono sempre causa di sentimenti di colpa e di
vergogna che spingono la madre ad isolarsi a chiudersi sempre più in se ad erigere una
vera barriera verso il mondo che la circonda.
E quindi assai importante, per la persona che soffre, aprirsi agli altri, dire a chi
sta vicino che ha bisogno di aiuto e di comprensione. In realtà la
cosa più importante che può essere fatta, per la madre che soffre, per il neonato , per
la famiglia , per il futuro di tutti, è iniziare un trattamento il più rapidamente
possibile
Il trattamento può essere molto vario a seconda della gravità dei sintomi e
delle condizioni fisiche
della persona. Va ricordato e sottolineato che tutti i sintomi sono temporanei e
curabili:
Lapproccio terapeutico dovrebbe prevedere una visita medica generale con particolare
attenzione alla funzionalità tiroidea, una visita psichiatrica ed un trattamento
farmacologico e psicoterapico (psicoterapia interpersonale o cognitivo-comportamentale)
quando possibile.
Superata la fase acuta, la partecipazione ad un gruppo di autoaiuto per depressione ed
ansia è raccomandato da molti in quanto rappresenta un utile complemento e permette
un maggiore supporto emozionale, una migliore informazione ed educazione sul disturbo
In questa ottica appare veramente incomprensibile come la possibile occorrenza dei
disturbi sopraccitati, che possono colpire il 15% delle madri, sia raramente accennata o
spiegata alle future madri nei vari corsi di preparazione al parto:
Questo fa si che, quando sfortunatamente i sintomi si manifestano, la persona
colpita, specie se alla prima esperienza, viva con paura e terrore una situazione che può
durare mesi, mentre se affrontata con conoscenze adeguate potrebbe essere rapidamente
risolta senza strascichi o conseguenze negative.
La "psicosi post-partum" rappresenta la reazione più grave e
fortunatamente più rara. La si osserva in genere in 1 puerpera su 1000 (0.1%).
Linsorgenza è brusca, improvvisa, durante le prime 2-3 settimane e comporta una
perdita di contatto con la realtà: sono presenti confusione, allucinazioni, idee
deliranti, eloquio incoerente, rifiuto di cibo, estrema ansia ed agitazione, disturbi
mnesici, atteggiamenti interpretativi; comportamenti bizzarri, insonnia quasi totale ed a
volte pensieri suicidi ed omicidi. La "psicosi post-partum" è una emergenza
grave che richiede il ricovero immediato. Tuttavia, malgrado la gravità dei sintomi, se
lintervento terapeutico è rapido, la prognosi è in genere favorevole e senza
conseguenze maggiori.
Le cause della "depressione post-partum" e della "psicosi post-partum"
sono multiple ed il peso relativo dei vari fattori non è a tuttoggi chiarito. Esse
saranno discusse nel prossimo numero unitamente ai possibili fattori di rischio.
Paolo Lucio Morselli, psichiatra
(continua al prossimo numero