LIBERIAMOCI DAL "MALE OSCURO". LA CHIAVE E' NEL CERVELLO. di Giovanni B. Cassano, Ordinario di Psichiatria - Università di Pisa
A lungo il cervello è stato considerato una scatola nera, la mente un mistero oscuro e la malattia mentale un evento "incomprensibile", "inspiegabile", che colpisce in maniera devastante condannando ad una esistenza penosa e per sempre senza rimedio. Tutto questo fino a quando, negli ultimi 40 anni, a partire dalla scoperta del primo psicofarmaco, è cominciata una lenta e faticosa marcia verso la cura delle malattie mentali . Negli ultimi 10 anni la marcia delle neuro scienze è diventata una corsa in continua accelerazione, cosicchè una messe di esperienze ,di nuove conoscenze , di scoperte, ha trasformato la psichiatria; i risultati terapeutici nelle malattie mentali non sono oggi inferiori a quelli raggiunti in altre patologie. La sintesi di molecole con azione selettiva, dotate di grande maneggevolezza e di buona tollerabilità, ha permesso di anticipare l'inizio del trattamento e di estendere la terapia a disturbi attenuati, in passato considerati tratti stabili e non modificabili del carattere di una persona. Queste forme attenuate e persistenti ,dai sintomi definiti "nevrotici" hanno un esordio precoce e, causa la loro lunga durata, un impatto negativo sullo sviluppo della personalità: se non curate possono produrre maggiori danni delle forme psicotiche , che sono piu' gravi ma episodiche
La possibilità di intervenire con farmaci su manifestazioni che in
passato erano considerate espressione di profonda conflittualità, legate ad esperienze
infantili ha oscurato il concetto di "nevrosi" ed ha cambiato radicalmente la
vita di milioni di persone fino allora oppresse senza rimedio da ansia, panico,
ossessioni, fobia sociale, bulimia e depressione .
In pochi anni le malattie mentali sono uscite dalla nebulosa in cui erano avvolte e dove
sono ancora spesso mantenute dall'ignoranza e dal pregiudizio. Un numero crescente di
disturbi è stato individuato e definito e per ciascuno di essi ,giorno dopo giorno, la
ricerca suggerisce diverse possibilità di cura. Fino a ieri queste condizioni, pur
provocando un alto tasso di sofferenza e disabilità erano tenute nascoste e vissute
penosamente nel privato. La vergogna, il temuto "marchio" della malattia mentale
incurabile - e degradante per l'intera famiglia - facevano il resto. Il continuo progresso
delle cure mediche in ogni settore della psichiatria si è rivelato essere la migliore
arma contro lo stigma negativo che di solito condanna ad una duplice sofferenza chi è'
già' duramente colpito dalla sorte. Certo i miracoli non appartengono all'arte medica ,
nè allo psichiatra si puo' chiedere di risolvere ogni problema o di cancellare con
accanimento estremo ogni sofferenza. È vero però che molto spesso è sufficiente
cancellare , con grande umiltà, il sintomo che logora ed annienta tanto l'ossessivo
quanto il depresso. Un valido ausilio ci è dato dai nuovi composti che hanno proprietà
terapeutiche fino a ieri impensabili, come pure dalla scopertadi nuove indicazioni per i
vecchi farmaci. E' quindi possibile ora combattere i disturbi d'ansia e la depressione
nelle età estreme, come anche nei pazienti con gravi malattie fisiche che mal tollerano i
vecchi farmaaci. L'onere che attende tutti coloro che sono impegnati a combattere la
depressione e l'ansia è sottolineato dai risultati preliminari derivati dal National
Comorbidity Study (1994) condotto negli Stati Uniti, i quali hanno evidenziato una
prevalenza totale del 48% per i disturbi mentali nell'intero arco della vita. Una
proiezione elaborata sulla base di questi risultati indica che nel nostro Paese oltre
dieci milioni di soggetti potrebbero richiedere l'intervento dello psichiatra, con una
percentuale media di depressione e di disturbi d'ansia valutabili nell'ordine del 13 e 19
per cento rispettivamente. La psichiatria del presente pone quindi il medico, e non ultimo
lo psicologo, di fronte a compiti di complessità crescente per il trattamento dei diversi
disturbi mentali.
Ricordiamo che esiste un solo modo di curare la depressione in quanto malattia del cervello ed è quello di formulare correttamente la diagnosi e di somministrare la terapia adeguata nelle dosi, nei modi e nei tempi dovuti. Se questo non avviene, sarà meglio non intraprenderne alcuna perchè essa, se non è appropriata, non farà altro che aumentare i costi per la società mentre i pazienti vedranno peggiorare la qualità della loro vita per effetto di terapie non adeguate.
Il giornale di IDEA apre un importante canale di comunicazione , dando
la parola sia agli esperti sia a coloro che vivono o hanno vissuto personalmente la
malattia. Non potremo ospitare tutti , ma a tutti ci proponiamo di dare ascolto con
l'organizzazione IDEA, che si basa sul nostro comune contributo: si vanno formando in
tutta Italia gruppi di volontari che con entusiasmo e dedizione si adoperano a favore
delle iniziative di IDEA .
L'obiettivo è di raggiungere, anche nel nostro Paese, livelli elevati di informazione, di
consapevolezza, di ricerca, per ridurre i gravi ritardi nel riconoscere e nel curare la
depressione e le altre malattie mentali .
Ogni suggerimento, ogni tipo di aiuto sarà importante; solo con la partecipazione di
molti potremo ottenere una migliore qualità nell'offerta di assistenza. Chiediamo dunque
un crescente impegno a tutti voi che avete sviluppato grande sensibilità per questa
causa.