di Nicoletta Brunello, Dip. Scienze farmaceutiche Uni. Di Modena.I "SECONDI MESSAGGERI" ANNUNCIANO NUEVE SPERANZE CONTRO LA DEPRESSIONE,
Da un punto di vista biologico
si ritiene che la depressione derivi da una disfunzione di diversi sistemi
neurotrasmettitoriali e/o metabolici. Numerosissimi studi hanno chiaramente dimostrato che
noradrenalina e serotonina (due delle maggiori monoamine celebrali con funzioni
trasmettoriale cioè di "messaggeri" chimici tra i neuroni) sono coinvolte
nella genesi e nel trattamento della Depressione. Questi studi sono alla base della
"teoria monoaminergica della Depressione", ove il ruolo maggiore è attribuito
ad una carenza o ad una ridotta disponibilità di uno o più neurotrasmettitori a livello
dello spazio sinaptico tra i neuroni celebrali ed a livello dei ricettori. Su questa base
concettuale sono stati sviluppati tutti gli antidepressivi in commercio sino ad oggi;
antidepressivi che hanno dimostrato una efficienza rimarchevole in un largo numero di
pazienti. Tuttavia lipotesi monoaminergica della depressione non permette di
comprendere o di spiegare un certo numero di elementi come ad esempio, il fatto,
comunemente osservato, che siano necessarie 2-3 settimane per la comparsa
delleffetto terapeutico o che in un soggetto normale una "deplezione"
(ridotta concentrazione) delle catecolamine non comporta necessariamente uno stato
depressivo.
Lo sviluppo delle neuroscienze in questi ultimi 10-15 anni ha permesso di migliorare ed
aumentare la nostra comprensione del funzionamento dei sistemi celebrali, soprattutto per
quanto concerne i "meccanismi intercellulari". Si è andati gradualmente dalla
"sinapsi" e dal "ricettore" verso quanto avviene dopo il ricettore:
dentro la cellula e nel nucleo.Si è cominciato a studiare i "secondi
messaggeri", sistemi enzimatici intracellulari che, attraverso una catena di eventi,
conducono ad una "risposta" della cellula stessa con trasmissione
dellimpulso a una cellula contigua. Si è compreso che linterazione
"monoamina-ricettore" provoca una modificazione di un certo numero di
"trasduttori" quali le "Proteine G" che modulano la concentrazione dei
secondi messaggeri (quali il "cAMP" e gli "inositol-fosfati") che
allinterno della cellula attivano le "Protein-kinasi", a loro volta
responsabili della "fosforilazione" ed attivazione di un gran numero di
"proteine substrati" rappresentanti leffettore immediato della risposta
biologica.
Tra queste proteine intracellulari ve ne sono alcune che sembrano esser più
specificamente implicate nei disturbi dellumore. Esse sono il CREB ("cAMP
response element brinding protein") e il BDNF (" brain derived neurotrophic
factor") appartente alla famiglia delle neurotrofine. Studi recenti dimostrano che
gli antidepressivi possono modificare la funzione, la qualità e lo stato di attivazione
del CREB e del BDNF, mentre situazioni di stress o di conflitto tendono a ridurlo. Questi
studi concordano nel suggerire che, al di là del recettore, molto probabilmente lo stato
depressivo è anche accompagnato da modificazioni o alterazioni funzionali del CREB e del
BDFN; alterazioni che dipenderebbero in parte dalla maggiore o minore attivazione dei geni
responsabili della loro formazione.
Tutto questo è ancora oggetto di verifiche e parecchi anni di studio saranno necessari
per una conferma. I dati tuttavia aprono nuove prospettive assai interessanti sia per la
messa a punto di nuovi farmaci con meccanismi diversi da quelli attuali (e forse più
specifici) sia per la compresione dei meccanismi alla base del fenomeno depressivo.
Quindi, lipotesi è di una situazione sostenuta da una modificazione dei "secondi messaggeri" e delle neurotrofine. Si ritiene oggi che diversi elementi ambientali potrebbero agire da fattore scatenante su una predisposizione basata su di una labilità dei geni responsabili dellespressione dei meccanismi intracellulari su menzionati. In conclusione il quadro sembra farsi più completo anche se già nuovi interrogativi stanno sorgendo sulle dinamiche intracellulari!
Ma questo è un cammino della conoscenza, ove ogni nuova scoperta suscita nuove domande.